Ogni dicembre ci diciamo la stessa cosa: “L’anno prossimo andrà meglio.”
Poi arrivano le giornate caotiche, il lavoro da casa che si mescola con la vita familiare, la stanchezza mentale… e quei buoni propositi si disperdono nel rumore della quotidianità.
Ma ecco la buona notizia: un metodo per costruire davvero il tuo miglior anno esiste, e funziona soprattutto per noi donne che lavoriamo in smart working e viviamo mille ruoli insieme.
Questo approccio nasce dagli spunti che ho tratto leggendo Your Best Year Ever di Michael Hyatt, un libro che mi ha dato strumenti concreti e idee potentissime per trasformare obiettivi vaghi in risultati reali.
Se vuoi leggere il libro completo, lo trovi qui: https://amzn.to/4pbyxud
1. Perché non basta “volerlo”: serve un sistema che funziona
Hyatt ci ricorda che spesso rinunciamo ai nostri obiettivi perché siamo frenate dalle esperienze passate, dalla mancanza di chiarezza e dal timore di fallire.
Eppure, siamo capaci di molto di più.
L’autore parte da un concetto potente:
La vita è fatta di 10 aree che si influenzano a vicenda
(Salute, emozioni, lavoro, relazioni, finanze, crescita personale, ecc.)
Per avere un anno davvero straordinario, dobbiamo smettere di pensare a compartimenti stagni.
Se lavoro bene ma non dormo, sto male.
Se sono serena in famiglia ma sommersa dal lavoro, sto male.
Se mi prendo cura di tutti ma non di me, sto male.
È il famoso equilibrio di cui tutte sentiamo la mancanza.
2. Superare le convinzioni limitanti (quelle che ti dicono “non ce la farai”)
Hyatt ci spiega che spesso il vero ostacolo non è il tempo, il lavoro o la famiglia…
ma la nostra voce interiore.
Quella che dice:
- “Non sono abbastanza costante”
- “Tanto mollerò dopo una settimana”
- “Non ho tempo per cambiare”
Nel libro propone un metodo in 6 passi per ribaltare queste convinzioni.
La parte più interessante?
Funziona benissimo anche per le donne in smart working che si sentono sempre in rincorsa.
Il messaggio chiave è questo:
Non possiamo controllare tutto, ma possiamo cambiare il modo in cui vediamo le cose.
E questo cambia tutto.
3. Completare il passato per liberare spazio nel futuro
Hyatt dice una cosa illuminante:
“Non possiamo progettare il futuro se non abbiamo ancora fatto pace con il passato.”
Quante volte siamo andate avanti trascinandoci frustrazioni, fallimenti o obiettivi mancati?
Serve un momento di verità, e lui propone 4 domande chiave:
- Cosa volevo che accadesse?
- Cosa è accaduto davvero?
- Cosa ho imparato da questa esperienza?
- Qual è il prossimo passo?
È un esercizio perfetto da fare proprio a fine anno.
4. Scrivere obiettivi chiari, concreti e soprattutto… emozionanti
La parte più famosa del libro è il metodo SMARTER, una versione evoluta dei classici obiettivi SMART. Se non sai esattamente cosa sono o come funzionano, ti invito a leggere il mio articolo dedicato: www.smartwoman.it/obiettivi-smart.
Per il metodo SMARTER, gli obiettivi devono essere:
S Specifici
M Misurabili
A Azionabili
R Rischiosi (devono sfidarti!)
T Temporali
E Emozionanti
R Rilevanti
Hyatt distingue anche tra obiettivi “traguardo” e “abitudine”.
E qui viene il bello per noi smart worker:
- Traguardo: lanciare un sito entro marzo
- Abitudine: dedicare 30 minuti al giorno alla formazione
Le abitudini sono quelle che cambiano la vita davvero.
5. Per non mollare quando arriva la fatica
Perché è inutile negarlo: arriverà.
Hyatt individua 5 leve per non abbandonare un obiettivo:
- Cambiare prospettiva
- Reinquadrare le difficoltà
- Dare valore ai micro-passi
- Essere attive e non passive
- Ricordarti il tuo “perché”
È una sezione fondamentale per le donne in smart working, che spesso vivono:
- pressioni lavorative
- carichi mentali familiari
- senso di colpa
- mancanza di supporto
Questo libro, invece, ti dice:
Non sei tu il problema: ti serve solo una strategia migliore.
6. Il segreto è iniziare dal primo passo (non da tutti i passi insieme)
Hyatt invita a fare una cosa semplice, che cambia tutto:
Non guardare la fine. Guarda il prossimo passo.
Scomporre un obiettivo in micro-azioni è l’unico modo realistico per riuscirci.
E questo si applica benissimo a:
- creare il proprio sito web
- imparare a usare Canva
- organizzare la casa
- gestire il tempo
- cambiare lavoro
- imparare qualcosa di nuovo
- prendersi cura di sé
Una routine quotidiana, anche piccola, vale più di qualsiasi intenzione enorme.
7. Il metodo LEAP: quando è il momento di fare sul serio
Hyatt chiude il libro con un concetto bellissimo:
Se vuoi che qualcosa cambi, devi saltare prima che la motivazione scada.
LEAP significa:
- Lean → sporgiti verso il cambiamento
- Engage → impegnati davvero
- Activate → inizia a muoverti
- Pounce → salta, anche se fa paura
È un promemoria perfetto per chi sente che è arrivato il momento di evolvere.
Conclusione: Che il 2026 sia davvero il tuo miglior anno di sempre
Se c’è una cosa che Your Best Year Ever ci insegna è questa:
???? Non serve avere più tempo, più fortuna o più risorse.
Serve chiarezza, coraggio e un sistema semplice.
Il 2026 può diventare davvero l’anno in cui:
- prendi in mano la tua crescita personale
- ti organizzi meglio
- metti confini sani nel tuo smart working
- scegli obiettivi che ti somigliano
- fai spazio nella tua agenda e nella tua vita
- ritrovi la tua energia
- investi su te stessa
E, se vuoi iniziare col passo giusto, puoi partire proprio dal libro Your Best Year Ever – Michael Hyatt
Che sia un anno pieno di luce, equilibrio e conquiste.
Uno di quelli che guardi indietro e dici:
“Sì, questo è stato davvero il mio miglior anno di sempre.”



Lascia un commento